Le gole di Samarià - Descrizione del percorso a piedi

Map of the gorge of Samaria

Il punto di partenza del percorso a piedi attraverso le gole di Samarià è a Xilòskalo e coincide anche con l'entrata al parco nazionale.
Il toponimo Xilòskalo significa “scala di legno” ed è dovuto al fatto che, in passato, gli abitanti della zona, avevano costruito una sorta di scala di legno appunto (gradoni fatti con tronchi d'albero, scavando un passaggio nella roccia), in modo da entrare ed uscire più facilmente dalla gola. La sua entrata, infatti, è così ripida che avrebbe dovuto essere scalata.
Al giorno d'oggi, un sentiero scosceso, di lastre di pietra scende per i primi 2 Km; è protetto da un parapetto in legno per evitare incidenti. Comunque, dovrete camminare con cautela, poiché il grande numero di visitatori ha reso queste lastre di pietra lisce e scivolose. In base alla mia esperienza, posso affermare che la maggior parte degli incidenti avviene proprio lungo questi primi due chilometri. Da sottolineare, inoltre, che questo tratto iniziale della camminata è faticoso per le ginocchia.
Dal momento che l'altitudine a Xilòskalo è di 1250 m slm e la maggior parte del percorso è all'ombra, il caldo non è un problema, perlomeno all'inizio. In realtà, se arrivate presto la mattina, può darsi che abbiate anche un po' di freddo.

Dopo circa 1,7 Km (i 13 Km attraverso il parco nazionale sono segnalati da cippi chilometrici ogni chilomentro), arriverete al primo luogo di sosta attrezzato, con la sorgente di Nerùtsiko, all'ombra di grandi platani.
Da questo punto in poi, la discesa diventa meno ripida e raggiunge gradualmente il fondovalle. Continuando a camminare all'ombra, attraverserete il letto del fiume (molto probabilmente non troverete affatto acqua) due o tre volte, fino a raggiungere un affluente (con pochissima acqua). Dopo pochi minuti di cammino, arrivate al luogo di sosta di Àghios Nikòlaos, con servizi igienici e stazione guardiaparchi. Questa zona, intorno alla chiesetta di San Nicola, è degna di menzione per due motivi: i resti del tempio di Apollo e i folti cipressi, di un'età di  ben 2000 (!) anni - i più antichi, ma anche i più alti di Creta. Fino al luogo di sosta di Àghios Nikòlaos, avete camminato per 4 Km.

Da qui a Samarià ci sono altri 3,5 Km, durante i quali attraverserete più volte il letto del fiume e passerete da due sorgenti, dove potrete riempire le vostre borracce. Questo è un tratto di percorso facile, con sentiero in piano, regolare e all'ombra. Dopo essere saliti di poco e aver camminato sopra il livello del fiume, scenderete ancora nel suo letto e dopo qualche centinaia di metri di cammino, varcato il ponte in legno sulla vostra sinistra, arriverete al villaggio di Samarià. Qui è dove sosta la maggior parte degli escursionisti; ci sono panchine, ombra, una stazione guardiaparchi e il pronto soccorso (dove, solitamente, c'è anche il medico). Se avete qualsiasi problema, non esitate ad andarci: non ce ne sarà un'altro e il servizio è gratuito.
Fate un giro intorno al villaggio abbandonato. Se camminate senza fare troppo rumore, può anche darsi che intravediate qualche “kri-kri” (capra cretese: Capra aegagrus creticus ndt), in particolare quelli giovani, nella parte alta del paese. Sono abituati alle persone e non sono molto timidi.
Il mio consiglio è di non fermarsi per più di mezz'ora - a meno che non siate degli escursionisti esperti; diversamente, le gambe cominceranno ad irrigidirsi e troverete difficile ricominciare a camminare.

Il villaggio di Samarià è stato abitato fino al 1962, anno in cui fu creato il parco nazionale e gli abitanti furono costretti ad andarsene. Fu abitato per migliaia di anni da taglialegna (ci sono resti di segherie nella gola) e venne usato anche come rifugio dai ribelli cretesi che lottavano contro il dominio turco. Durante l'inverno non si può accedere ad Aghìa Rumèli attraverso la gola, a causa della grande quantità di acqua nel fiume e, in passato, c'era solo un difficile sentiero di montagna, che conduceva da Samarià al mare. Quindi, quando sarete seduti a riposarvi nel paese (probabilmente affollato) di Samarià, ripensate a come doveva essere la vita per queste persone.

Per continuare la camminata, dovete attraversare nuovamente il ponte e girare a sinistra. Meno di mezz'ora dopo, rientrerete nel letto del fiume: questo è l'inizio della gola vera e propria. Nel punto in cui scendete nel letto del fiume, troverete un segnale “attenzione: caduta massi”. Il pericolo che cadano sassi più o meno grandi (da un'altezza di 500 m!) è reale, soprattutto quando soffia vento forte o ha piovuto recentemente. Ovviamente, c'è ben poco che possiate fare (e i casi sono stati rari); ma potete prevenire l'incidente o minimizzarne il pericolo, non fermandovi a riposare proprio sotto le pareti a strapiombo.

Per l'ora successiva (o due, dipende dal vostro passo), camminerete principalmente nel letto del fiume (può essere stancante per i piedi, soprattutto se le suole delle vostre scarpe sono sottili), attraversandolo più volte, su massi o ponti di ripiego. Le pareti verticali si ergono maestose: indiscutibilmente, questo è il tratto del percorso più suggestivo.

All'undicesimo chilometro, arriverete alla radura di Christòs, dove trovate l'ultima sorgente. Pochi minuti dopo, arrivate alle “Porte”, la parte più famosa della gola, dove le pareti sono verticali, alte e vicinissime tra loro. Penso che sia uno dei posti più fotografati di Creta! Personalmente, lo trovo meno suggestivo che il tratto di gola tra l'ottavo ed il decimo chilomentro. Preparatevi: spesso c'è da rallentare per passare questo punto così stretto - specialmente se arrivate intorno a mezzogiorno - perché ci sono visitatori che vengono a vederlo anche da Aghìa Rumèli.

Appena passate le “Porte”, la gola si allarga notevolmente e, dopo altri 2 Km, arriverete alla stazione guardiaparchi (dove dovete restituire la matrice del biglietto), sarete fuori dal parco nazionale e incontrerete il vecchio paese di Aghìa Rumèli. Esso fu distrutto da un'alluvione negli anni Cinquanta e, adesso, restano principalmente case in rovina - che, in questi ultimi anni, però, cominciano ad essere ricostruite.

Da qui in poi, il sentiero è molto facile: piano e senza sassi - ma anche senza ombra. Se ci andate in estate sul mezzogiorno, può essere veramente molto caldo. Presto, però, vedrete il mare davanti a voi, arriverete al nuovo paese di Aghìa Rumèli e al mare ristoratore.

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The Samaria Experience - back to the roots of Cretan traditions
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Crete photo of the day
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